Senza Bavaglio chiede gli osservatori internazionali alle elezioni della FNSI di Massimo A. Alberizzi

Omar Bongo dittatore del Gabon in sella per 42 anni con elezioni “libere e
democratiche” e scalzato dal potere solo da cause naturali (meno male che
l’immortalità non esiste!) non si vergognava di consigliare: “I brogli non
si fanno nell’urna, si fanno prima”.

Memore di questo ammonimento Senza Bavaglio ha chiesto alla Federazione
Internazionale dei Giornalisti (IFJ, dall’acronimo inglese) di inviare
osservatori internazionali alle imminenti elezioni per i delegati al
congresso della FNSI.

Abbiamo deciso di prendere questa iniziativa dopo aver chiesto alla
Federazione di varare accorgimenti utili per garantire la trasparenza del
processo elettorale. Alle ultime elezioni, nel 2007, abbiamo segnalato una
serie di irregolarità. Nessuno ci ha dato retta e nessuno ha voluto
applicare i correttivi necessari.

Nel 2007 il Veneto aveva deciso di tenere le elezioni la prima settima
disponibile nell’evidente tentativo (riuscito) di ridurre al minimo il tempo
per la raccolta delle firme. Senza Bavaglio non riuscì a raccogliere le
firme necessarie a presentare una lista propria. Ciononostante, intervenendo
solo sulle preferenze, riuscì a eleggere un delegato. Abbiamo chiesto, per
questo alla FNSI, di stabilire per le elezioni un’unica data per tutte le
regioni. Certo più giorni per quelle più grandi, meno giorni per quelle più
piccole. Esiste solo una raccomandazione del presidente della FNSI Roberto
Natale.

Nel 2007 le firme necessarie per la presentazione delle liste, si potevano
raccogliere via fax in Lombardia e nel Lazio, mentre nelle altre regioni le
firme erano solo raccolte in originale. Chi ha tempo di andare a raccogliere
firme a Piacenza (più di cento chilometri da Bologna) o a Verona (quasi 200
chilometri da Venezia? Solo i sindacalisti di professione, quelli che godono
di permasi sindacali e, magari, hanno anche viaggi e alloggi pagati dal
sindacato.

Alla nostra richiesta di concedere la possibilità di raccogliere firme via
fax in tutta Italia si sono opposte le piccole/medie regioni. Semplice, per
loro è più importante la burocrazia della democrazia. O meglio pretendono di
far rispettare le regole per impedire la partecipazione dei colleghi e
schiacciare il dissenzo

Nel 2007 in Emilia Romagna si rifiutarono di consegnarci l’elenco degli
iscritti all’associazione dei giornalisti dell’Emilia Romagna. Chiedemmo un
parere all’ufficio del garante della privacy. Il parere lo trovate sul sito
www.Senzabavaglio.info. Giudicate voi se ci dà ragione o meno. Noi riteniamo
ci dia ragione. Ciononostante accampando le scuse più incredibili alcuni
leader sindacali si rifiutano di consegnare gli elenchi.

In particolar modo si sono accaniti contro quel parere i vicesegretari della
FNSI, Daniela Stigliano, di Quarto Potere, e Guido Besana, di Nuova
Informazione, branca milanese di Autonomia e Solidarietà. La prima, in una
riunione della commissione statuto della FNSI, ha sostenuto che occorreva
evitare le multe del Garante. Il secondo durante un direttivo della Lombarda
ha insistito sui può di quel parere. Leggete bene quel parere, per favore,
e poi giudicate voi. Ammesso e non concesso che non ordini alle Associazioni
Regionali di consegnare l’elenco degli iscritti, affronta il problema
politico di permettere a tutti i gruppi di fare propaganda elettorale, di
trovare i candidati e di individuare coloro che possono firmare le liste.

Un ovvio problema di trasparenza che i leader delle piccole regioni non
vogliono affrontare perché temono la competizione elettorale e la democrazia
sindacale.

Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali abbiamo chiesto alla
Federazione Internazionale dei Giornalisti e alla Federazione Europea dei
Giornalisti (www.ifj.org) di inviare osservatori internazionali. Ricordo che
chiunque può spedire segnalazioni di violazioni elettorali alle due
organizzazioni (ifj@ifj.org e efj@ifj.org ). Si possono mandare
comunicazioni anche in italiano.

Massimo A. Alberizzi
Consigliere Nazionale della FNSI