FNSI/Perchè mi candido

Amedeo Ricucci
Roma, !6 novembre 2010

  • Stavo giusto chiedendomi chi diavolo me l’ha fatto fare a candidarmi – e a complicarmi la vita – quando l’occhio mi è caduto sull’elenco delle liste e dei candidati in lizza qui a Roma, per il congresso dell’ASR e della FNSI. Solo allora ho capito di aver fatto la scelta giusta. Ho scoperto infatti che la maggioranza che governa da tempo immemorabile il nostro sindacato si presenta con una lista denominata – udite, udite – “Riprendiamoci la professione-Rinnoviamo il sindacato”: come se non fosse l’attuale maggioranza della FNSI ad aver svenduto la professione con la firma sciagurata dell’ultimo contratto e come se da questi signori, da sempre arroccati in difesa della loro poltrona, possa venire una qualche spinta al rinnovamento. A voi è mai capitato di vedere organismi che si auto-rinnovano, con una decisione presa dall’alto? A me francamente no.
  • D’altronde, basta scorrere i nomi dei candidati per trovare una pletora di soliti noti: di colleghi cioè che da anni – in alcuni casi, da decenni! – occupano posti di potere all’interno degli organismi di categoria(ASR, FNSI, INPGI, CASAGIT) e che sfruttano le tornate elettorali per trasferirsi da un ente all’altro, o da una poltrona all’altra, come esperti uccelli migratori. Non ho remore nell’utilizzare la parola CASTA, perché di questo si tratta. E la nostra professione, e il nostro sindacato, non si possono più permettere di essere governati da una CASTA che ha già fallito, più volte, dimostrandosi incapace di tener testa all’arroganza degli editori e di governare le trasformazioni in corso nella nostra professione.
  • La lista che noi di Senza Bavaglio presentiamo a Roma – c’è sul sito www.senzabavaglio.info oppure su www.stamparomana.it – è composta da giornalisti che fanno i giornalisti e che non vogliono certo far carriera con il Sindacato. Noi questo mestiere lo facciamo tutti i giorni, noi sì, e sappiamo bene come l’ultimo contratto ci ha fottuti tutti: contrattualizzati, precari e free-lance. Se abbiamo deciso di candidarci è perché serve una svolta, un rinnovamento vero. C’è bisogno di un Sindacato più vicino ai problemi reali della professione, all’altezza delle sfide imposte dalla tecnologia, capace di traghettarci verso il futuro senza rinunciare ai diritti, all’autonomia, alla libertà. E le parole non bastano più, servono i fatti.
  • Il nostro impegno, come candidati a Roma di Senza Bavaglio, è al servizio di tutti, perché noi stiamo in mezzo a voi. Gli altri non posso dire altrettanto.
  • Amedeo Ricucci
  • Candidato a Roma
  • per Senza Bavaglio

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