Il LIBRETTO DEL CONTRATTO COSTA 83 EURO. Il regalo degli editori alla FNSI

E’ un libretto che vale oro. Per ogni copia del nuovo contratto di lavoro dei giornalisti, da distribuire ai dipendenti, la Federazione degli editori verserà ben 83 euro alla Fnsi, il sindacato dei giornalisti, che ha curato la produzione e la stampa di quell’opuscolo dalla copertina verde e dalle dimensioni più minute di un quaderno, ispessito da 186 paginette. Costo unitario di produzione, secondo il preventivo di una tipografia alla quale ci siamo rivolti, dai 40 ai 60-70 centesimi, a seconda della tiratura. Una forma di finanziamento degli editori alla Federazione nazionale della Stampa che lascia perplessi, per non dire di peggio.
Ma Alessandro Brignone, direttore generale della Fieg, si è raccomandato che l’operazione vada in porto, in una lettera datata 27 aprile 2010, inviata a tutte le aziende iscritte. “Si ritiene opportuno segnalare – precisa infatti il direttore della Fieg – che, in sede di stipula della nuova disciplina contrattuale, sono state perfezionate le intese di massima e le modalità di attuazione della ‘quota di servizio’ a carico delle aziende editrici a favore della Federazione nazionale della stampa Italiana”. In particolare, continua Brignone, “è stato previsto che le aziende acquisteranno al prezzo di euro 83,00 cadauno tanti volumi del contratto di lavoro quanti sono i giornalisti professionisti dipendenti da ciascuna di esse alla data del 26 marzo 2009. Il volume sarà poi distribuito dalle aziende a tutti i giornalisti”.
Facciamo un po’ di conti. Secondo l’ultimo Rapporto Fieg, intitolato La Stampa in Italia 2007-2009, i giornalisti professionisti alle dipendenze di quotidiani, periodici e agenzie iscritte alla Fieg erano stimati l’anno scorso in 10.700 unità. Se davvero a tutti costoro le aziende distribuiranno il contratto, rispondendo in modo compatto alla circolare della Fieg, alla Fnsi giungerebbe un finanziamento, al netto dei costi di stampa, di circa 880 mila euro. A Franco Siddi, segretario nazionale della Fnsi, ho chiesto conferma dell’intesa e se altri soldi arriveranno anche dalla Rai.
Ho voluto farlo nel modo più trasparente che potessi immaginare: dal palco del Consiglio nazionale della Fnsi, svoltosi a Roma il 17 giugno scorso. “Niente di straordinario, niente di sconvolgente – ha risposto il segretario della Federazione della stampa – Quello è un prezzo convenzionale, risultato di un obbligo sociale che esiste da 50 anni. Con la Rai c’è una convenzione diversa, che porterà risorse non appena il testo per loro sarà pronto”.
Ma il fatto che vi siano dei precedenti, peraltro fino ad oggi ignoto a 99 giornalisti su cento, non sposta certo la gravità del problema, anche perché stavolta il finanziamento Fieg è stato eccezionale: circa 150 volte il costo effettivo del libretto. E, considerato che i giornalisti Rai ai quali verrebbe distribuito il contratto sono almeno 1.500, con i soldi dell’azienda pubblica, e dunque di tutti i cittadini, l’elargizione potrebbe arrivare attorno al milione di euro. Non male, visto che il bilancio 2009 della Fnsi ha chiuso con un disavanzo di 203 mila euro. Malissimo per chi crede fermamente che le aziende non possano finanziare il sindacato e che l’autonomia sia un bene inalienabile. Cosa diremmo se scoprissimo che la Confindustria elargisce fondi alla Cgil, o la Federmeccanica alla Fiom?
Mi auguro che, su questo tema di gravità inaudita, si possa aprire un dibattito nella categoria. Dibattito che è del tutto mancato al Consiglio Nazionale del 17 giugno.
Corrado Giustiniani
Consigliere nazionale della Fnsi