ORDINE/Prima ripudiano i freelance, poi rincorrono il loro voto (di Massimo A. Alberizzi)

ORDINE/Prima ripudiano i freelance, poi rincorrono il loro voto
di Massimo A. Alberizzi

La rincorsa del voto dei freelance da parte delle varie correnti sindacali è patetica. In questi giorni si susseguono convegni e riunioni. Tutti mobilitati a raccontare frottole per raccattare il loro voto. Nessuno ricorda come nello scorso contratto a essere abbandonati siano stati i freelance. E’ bene che i colleghi che andranno a votare per l’Ordine il 23 e 24 maggio se ne accorgano.

–    Ricordo che la corrente di Nuova Informazione (che esprime la maggioranza dell’Ordine dei giornalisti attraverso il gruppo “Un altro Ordine è possibile”) ha bocciato l’Organismo di base dei freelance, con il quale l’USGF (l’Unione Sindacale Giornalisti Freelance) intendeva dare all’interno della FNSI una rappresentanza autonoma e autogestita ai liberi professionisti dell’informazione, colleghi che scrivono, che fotografano o usano una telecamera, che lavorano per il multimediale o che sono grafici.

–    Che la corrente di Quarto Potere, nella persona del vicesegratario Daniela Stigliano, numero 2 dell’altra lista (“Diamo un ordine al futuro”) ha avuto un ruolo determinante in quella bocciatura.

–    Che la corrente  di Stampa Democratica e stata corresponsabile del mancato riconoscimento (micidiale un intervento in proposito di Giovanni Negri durante un Consiglio Nazionale della FNSI).

–    Che nella giunta nazionale della FNSI, tutte e tre le correnti hanno discusso non su come dare una vera rappresentanza ai freelance o di come affrontare i loro problemi ma di come sottrarre i freelance all’influenza di Senza Bavaglio, che si occupa di loro da almeno 15 anni. Incredibile, vero?

–    Che in questa logica, al posto dell’Organismo di base la FNSI unanime ha partorito una commissione il cui presidente non è necessariamente un freelance scelto dai freelance ma più probabilmente un collega contrattualizzato imposto dalla giunta (in giunta non ci sono freelance). Una commissione di questo genere poteva andare bene 20 anni fa, non ora che i freelance sono la maggioranza dei colleghi

–    Di come le tre correnti che oggi competono per l’Ordine della Lombardia abbiano cancellato dal contratto – tutte unanimi e senza vergogna – la parte della piattaforma contrattuale (voluta tenacemente dai colleghi di Senza Bavaglio) che riguardava i freelance e prevedeva, tra l’altro, la definizione di un tariffario adeguato e pagamenti certi.

Ora a Babbo morto le promesse si sprecano. Tutti con una faccia tosta che fa trasecolare fanno dichiarazioni sconcertanti. C’è chi ora sostiene: “Ma come io ero favorevole all’Organismo di base dei freelance”, ma non spiega come mai ha alzato la manina per bocciarlo. Ci sono poi freelance che hanno veramente dichiarato di essere favorevoli all’Organismo di Base, ma continuano a sostenere quelle correnti che l’hanno silurato.

L’Ordine della Lombardia negli ultimi anni ha lavorato bene (nella coalizione c’era anche Senza Bavaglio) ma per motivi di corrente non ha rivolto una parola di critica a quel contratto  che ha massacrato i giornalisti soprattutto i freelance.

Ricordo che le tre liste che abbiamo contro hanno sostenuto tutte e tre il contratto e il segretario della Federazione Nazionale della Stampa, Franco Siddi, un signore che è in permesso sindacale da 23 (ripeto in lettere ventitré) anni.

Le prossime elezioni offrono la possibilità di riscatto. Votare la lista di Senza Bavaglio i cui candidati sono tutti professionisti che lavorano, non sono signori delle tessere, non controllano voti e non fanno promesse che non possono mantenere. Tra i pubblicisti non troverete avvocati, commercialisti, commercianti o persone che fanno un altro mestiere e i cui interessi (giustamente e legittimamente) sono rivolti da un’altra parte.

Troverete giornalisti, veri giornalisti che esercitano questa professione e che vogliono raddrizzare l’Ordine per farlo ritornare a quella funzione di difesa dell’etica e della deontologia, ma anche della dignità e del decoro dei giornalisti.

Massimo A. Alberizzi
malberizzi@senzabavaglio.info

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