DIGITALE TERRESTRE/17 febbraio data storica negli USA

New YorkIl futuro televisivo disegnato nell’annuale incontro dei dirigenti americani Il «pubblico a tre schermi» si porta dietro la tv Pc, cellulare e video di casa: qui scorrono i programmi che seguono il telespettatore.
NEW YORK — Il futuro è già qui. Almeno per quanto riguarda la tv americana.
Fra pochi giorni, il 17 febbraio, tutta la tv negli Usa sarà trasmessa esclusivamente in digitale. La data dello switch off, fissata da anni e preparata da una campagna d’informazione costata oltre 200 milioni di dollari, dovrebbe essere rispettata, dopo che il Congresso, pochi giorni fa, ha respinto un rinvio di 90 giorni, proposto per consentire agli ultimi 6,5 milioni di americani non digitalizzati di provvedere all’acquisto di un decoder.

La maggioranza della popolazione riceve da tempo la tv in modalità digitale, soprattutto attraverso il cavo—prima piattaforma del Paese, diffusa in quasi il 60% delle household — e il satellite, che copre oltre il 20% delle famiglie.

Il 17 di febbraio sarà una data storica e simbolica. Perché nel corso degli ultimi anni lo scenario tv americano è andato incontro a trasformazioni di enorme portata, che hanno investito sia le tecnologie che le abitudini dei telespettatori e, di conseguenza, le strategie degli operatori televisivi, dai tradizionali broadcaster ai player del cavo, del satellite, delle telecomunicazioni e della rete. Ecco le tre tendenze più rilevanti che disegnano un futuro che qui è già realtà. La tv è un social network. E’ il concetto più ricorrente fra gli executives dell’industria televisiva americana riuniti, a fine  Gennaio, per l’annuale «Future Tv conference» di New York.

Tutti rivolti a osservare lo straordinario successo di Facebook e provare a farne tesoro. La parola d’ordine è sharing, condivisione. Cosa c’è di più condivisibile della tv? Alle chiacchiere da bar del giorno dopo si sostituisce però ora il commento in diretta. Se n’è avuta una prova nelle centinaia di migliaia di commenti sul canale creato da Cnn, proprio con Facebook, durante l’Inauguration Day di Barack Obama. Strumenti come Boxee o Hulu, creati da una joint venture fra Nbc e News Corp, consentono di condividere, commentare, ordinare e votare contenuti televisivi provenienti da varie fonti, fruiti in diretta o on-demand.

La tv intanto scorre su tre schermi. «Non c’è più un’unica esperienza televisiva, un solo percorso per guardare la tv: stiamo diventando sempre più un pubblico- a-tre-schermi», dice Rishi Malhorta, responsabile multipiattaforma per Hbo, il primo canale via cavo. Televisore, computer portatile, telefono palmare: ecco i tre schermi nei quali, senza soluzione di continuità, si guarda la tv, a seconda delle occasioni e delle circostanze. La sfida di oggi per i broadcaster è coordinare e sincronizzare al meglio questa fruizione a tre schermi e diventare, così, un brand multipiattaforma.

Con la certezza che «il daytime è il prime-time» per la visione di tv sul pc o il cellulare: «Ci aspettavamo di distribuire 5 milioni di video durante l’Inauguration Day. Siamo arrivati a oltre 22 milioni», dice Jack Wakshlag, responsabile ricerca per Turner-Cnn.

Nessuna cannibalizzazione, infine: «Non c’è mai stato un momento migliore di questo per la tv» ricorda Malhorta. Ci sono gli altri media, c’è Internet, ma nessuno di questi «cannibalizza» la tv. Al contrario: è nato un «nuovo mercato del tempo» — sottolinea Artie Bulgrin, di Espn — «nel quale si consumano semplicemente più media, e soprattutto più televisione attraverso differenti piattaforme»

Massimo Scaglioni
30 gennaio 2009