In conferenza stampa Giovanna Melandri dice la sua

Al Consiglio Nazionale della FNSI del 15 e 16 febbraio a Roma, Senza Bavaglio ha proposto di chiedere ai colleghi che partecipano a conferenze stampa di esponenti del governo o comunque di politici di una certa rilevanza, di porre una domanda sul contratto dei giornalisti.

Così oggi, sabato 17 febbraio, alla conferenza stampa che il ministro delle Politiche Giovanili e Attività Sportive, Giovanna Meandri, ha tenuto in occasione della settimana della Moda di Milano, la collega Simona Fossati si è alzata ed ha chiesto cosa il ministro pensasse a proposito della vertenza che ci oppone agli editori. Mentre qualcuno ha borbottato “ma cosa c’entra questa cosa”, Giovanna Meandri non si è sottratta alla risposta, nonostante le pressioni dei presenti a proseguire con le altre domande. “E’ scontato cosa ne penso – ha detto -. Non è bello che una categoria così strategica sia senza contratto. Occorre uno sforzo per trovare al più presto un accordo”.

Il 30 gennaio ad Addis Abeba, la stessa domanda era stata rivolta da Massimo Alberizzi a Romano Prodi nella conferenza stampa in margine alla visita nella capitale etiopica per seguire il vertice dell’Unione Africana. Mentre con un sorriso lo stesso Presidente del Consiglio si stava accingendo a rispondere, la sua voce era stata sopraffatta dalle proteste di alcuni colleghi (“ma cosa c’entra questa roba”, come se invece ci fosse qualche nesso tra il viaggio di Prodi in Africa e la domanda in precedenza rivolta dalla collega della Reuters sulla vendita dell’Alitalia) e di Emanuela Bruni, inflessibile funzionaria di Palazzo Chigi che si occupa del cerimoniale e del protocollo durante i viaggi ufficiali del premier.

Ieri invece solo qualche collega ha mugugnato, mentre alti si sono congratulati per il coraggio e la determinazione di Simona.

Senza Bavaglio durante i lavori del Consiglio Nazionale ha sottolineato come sarebbe opportuno che i colleghi sensibilizzassero i politici con domande dirette durante le conferenze stampa. Rilanciamo ora questa proposta che, secondo noi, non deve essere lasciata alla buona volontà di una componente ma fatta propria da tutte le altre e dalla stessa FNSI.

Sempre durante il Consiglio Nazionale, Senza Bavaglio ha chiesto il varo immediato dell’Organismo di Base dei Freelance – come per altro previsto da una mozione approvata per acclamazione durante il congresso di Saint Vincent – anche per mandare un segnale forte agli editori: dobbiamo ribadire che in questa difficile lotta per il contratto, non intendiamo abbandonare quei punti che riguardano i liberi professionisti.

Infine abbiamo chiesto di riprendere in mano la mozione sul riassetto del sistema radiotelevisivo come era stata proposta e approvata all’unanimità durante la riunione degli Stati Generali del settembre 2005.

Qui sotto i due documenti: la mozione sull’organismo di base dei Freelance e quella sul riassetto del sistema radiotelevisivo. Per ulteriori informazioni www.senzabavaglio.info

Senza Bavaglio

FREELANCE
Questa la mozione presentata da Senza Bavaglio al XXIV Congresso della Federazione Nazionale della Stampa a Saint Vincent, nel 2004. Il documento, sottoscritto da decine di colleghi è stato approvato per acclamazione.

Prendendo spunto dall’innovazione organizzativa introdotta nello Statuto della FNSI e ritenendo fondamentale stimolare e promuovere una nuova e più estesa partecipazione al sindacato unitario dei giornalisti, il XXIV Congresso della Federazione della Stampa riunito a Saint Vincent

IMPEGNA

la nuova Giunta Esecutiva della FNSI a proporre, entro due mesi dal suo insediamento, al Consiglio Nazionale di deliberare il riconoscimento dell’Organismo di Base Freelance come previsto dall’art. 37 dello Statuto FNSI.

Un Organismo di Base i cui iscritti abbiano questi requisiti:

• L’ iscrizione all’Associazione regionale.

• L’identificazione delle caratteristiche professionali degli iscritti secondo parametri di esercizio esclusivo del lavoro autonomo.

• L’esclusione degli iscritti ad altri Ordini professionali.

Con la certezza che tutelare con forza chi è esterno alle redazioni significa tutelare anche i contrattualizzati

IMPEGNA

la nuova dirigenza della FNSI a combattere con strumenti legislativi e sindacali affinché si introducano indispensabili tutele professionali e previdenziali.

UNA LEGGE SERIA PER IL SISTEMA RADIOTELEVISIVO

Questa la Mozione presentata da Senza Bavaglio all’assemblea degli Stati Generali dell’Informazione, sottoscritta da decine di colleghi e approvata all’unanimità, nel settembre 2005

Negli ultimi anni si sta assistendo a un inquietante degrado del sistema televisivo italiano. Un processo che, con modalità simili, sta investendo progressivamente anche la radiofonia e i nuovi media.

I giornalisti devono assumere un ruolo attivo e adoperarsi per una rivoluzione nei metodi informativi e nelle politiche aziendali.

“L’Assemblea degli “stati generali” del sindacato dei giornalisti italiani ritiene che non sia più sufficiente formulare un elenco di difetti, errori ed omissioni. Occorre passare alla fase propositiva.

E’ necessario elaborare proposte di leggi e norme, che sottraggano la Rai al controllo della politica e della pubblicità e la restituiscano appieno al ruolo di servizio pubblico.

Parimenti, al sistema privato va garantito un quadro normativo che assicuri autonomia e pluralismo all’informazione.

Ci rendiamo conto che un semplice riequilibrio della spartizione partitica non è affatto sinonimo di garanzia di libertà e autonomia dell’informazione pubblica.

E’ contrario a ogni regola della democrazia il principio secondo cui una commissione parlamentare controlla un medium: in un sistema sano e avanzato la stampa vigila sulla politica e non viceversa.

Controcorrente, e quindi in antagonismo diretto con la democrazia, i media stanno diventando sempre più megafono della politica, dei grandi gruppi di interesse economico e dei poteri forti.

La qualità della tv generalista sta scadendo verticalmente. Sia l’informazione sia l’intrattenimento partecipano a una corsa al ribasso nel disprezzo degli spettatori e della funzione sociale dei mass media in un contesto democratico. Una situazione fra le peggiori nel mondo caratterizzata da assetti proprietari che configurano un monopolio de facto che in definitiva soffoca la libertà di espressione. Si tratta di un quadro che pregiudica le potenzialità della democrazia e della crescita civile in Italia.

L’assemblea chiede alla FNSI di impegnarsi nelle prossime settimane ad attivare una commissione di saggi: docenti universitari, giornalisti esperti di televisione e altre figure super partes, affinché mettano a punto una riforma complessiva del sistema radiotelevisivo italiano che la FNSI, di intesa con l’Usigrai, possano proporre alle forze politiche prima delle prossime elezioni.

Chiediamo alla FNSI di attivare immediatamente questa iniziativa e ne assuma il patrocinio.